OY – Passeggiare in città con la mente e gli occhi aperti

Serie di ritratti «Get Going!» 2020

OY by © Paula Faraco


Joy Frempong e Marcel Blatti sono gli OY. Il duo svizzero, che ha scelto Berlino come patria adottiva, ha in programma una lunga tournée, durante la quale si lascerà ispirare dalle passeggiate in città. Il contributo «Get Going!» della FONDATION SUISA li sostiene nel loro progetto «Messages from Walls». 

Il duo OY, composto dalla cantante zurighese Joy Frempong e dal musicista bernese Marcel Blatti, travalica volutamente gli steccati di genere con il suo avant-pop impegnato e dalle sfumature vivaci. Gli album degli OY, frutto di un intenso lavoro concettuale, affrontano temi politico-sociali seguendo approcci disparati e sono spesso arricchiti con elementi audiovisivi oppure testi e immagini in forma di libro. Con il progetto «Messages from Walls», nel corso della sua prossima tournée il duo berlinese intende andare alla ricerca di messaggi sui muri nello spazio pubblico che siano in grado proprio di abbattere muri. Avvalendosi di varie collaborazioni, questi contenuti verranno trasposti visivamente in un manifesto politico-artistico che, in seguito, sfocerà in un album omonimo e in un blog parallelo.

Joy Frempong e Marcel Blatti, l’ultimo album degli OY «Space Diaspora» ha riscosso un enorme successo. A breve ne uscirà il seguito. Cosa possiamo aspettarci?

Marcel: Abbiamo unito musicalmente i nostri ultimi due album. I testi scritti da Joy per questi album sono legati da un filo conduttore al quale ci collegheremo per sviluppare ulteriormente il nostro messaggio. 

Joy: Il disco riflette ciò che sta accadendo intorno a noi. Descrive sia un post-passato che un pre-futuro (ride). Tratta di identità e di ingiustizia, ma trasmette anche aspetti positivi del nostro tempo. 

Con questo album andrete in tournée: è qui che entra in gioco il vostro progetto «Get Going!». 

Entrambi: Esatto! 

Come è nato questo progetto?

Marcel: Abbiamo organizzato svariate tournée negli ultimi anni. Questa è una grande fortuna, ma a volte la situazione diventa anche molto frenetica. Si arriva in un posto, si tiene un concerto lo stesso giorno e si riparte subito il giorno dopo. È nato quindi il desiderio di soggiornare più a lungo nei vari luoghi, cogliendo l’occasione per effettuare ricerche o scrivere nuovi brani. Le idee scaturite da questa esperienza sfoceranno anche in un live blog, un contatto alternativo con i fan lontano dai canali monopolizzati di Facebook. Tuttavia, questo «slow tour» non può essere finanziato con i soliti budget previsti per le tournée ed è qui che entra in gioco «Get Going!».

Joy: Allo stesso tempo, il contributo ci consente anche di viaggiare in modo più ecologico. Andare in tournée senza dimenticare il crescente riscaldamento globale è una questione importante per molte persone. Ci troviamo in una situazione paradossale. Non siamo una band locale, ma stiamo suscitando interesse in tutta Europa. Chi decide di praticare questa professione, ama anche spostarsi. Inoltre, gli artisti dovrebbero avere l’opportunità di intraprendere scambi culturali. Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo anche il dovere di realizzare tutto quanto in modo più sostenibile. 

Marcel: Ma non nella forma attualmente in voga, in cui tutti restano comodamente casa a trasmettere concerti in streaming. Il lockdown dovuto al coronavirus ha dimostrato chiaramente che questo sistema non funziona. L’energia che scaturisce da un concerto deve essere vissuta fisicamente.

Un’altra componente del vostro progetto è la riflessione sulle frasi scritte sui muri urbani. 

Joy: Passeggiando per Berlino, ci si imbatte in molte opere di street art e di graffitismo a sfondo politico. Alcune sono rivolte direttamente al quartiere, altre sono filosofiche o umoristiche. Ad esempio, c’è una pista da jogging dove a ogni giro si incontra il testo dipinto a spruzzo «Can’t keep running away». Non tutti gli slogan sono adatti come testo per un brano, ma il tentativo di esplorare i dintorni seguendo queste frasi è un modo diverso di approcciarsi a una città e alla sua cultura. 

Wall Hunting? 

Marcel: (Ride) Esatto. Tutto questo è legato al piacevole compito di tenere la mente e gli occhi aperti e al modo in cui ciò che vediamo interagisce in seguito con la nostra immaginazione. 

I brani degli OY sono molto più che musica. La realizzazione visiva, i costumi, i libri: il tutto si inserisce nel contesto di un’opera d’arte totale. Era questo il vostro piano? 

Marcel: Abbiamo semplicemente interessi molto vari. Quando una persona mette il cuore e l’anima in una band, tutti gli altri aspetti che la affascinano vi confluiscono automaticamente. Abbiamo sempre avuto ottimi contatti con altre forme d’arte, che si sono sviluppati nel corso degli anni. Coltiviamo i nostri progetti con grande amore, dalla scenografia alla scelta delle cover.

Sul blog degli OY si legge: «There is hope our society could learn lessons». L’ottimismo in un mondo in cui nulla sembra funzionare? 

Joy: A volte ci si sente impotenti contro coloro che si definiscono realisti. Ma penso che sia in corso un cambiamento nella giusta direzione. A volte le crisi innescano sconvolgimenti. La paura è che dopo pandemia di Covid le persone desiderino tornare alle condizioni «normali». Noi invece, come molti altri, vogliamo cambiare le cose e trasformare questo momento di svolta in un’occasione per operare un taglio netto. 

Che opinione avete di «Get Going!» come modello di incentivazione? 

Marcel: In Svizzera siamo progressisti per quanto riguarda la promozione della cultura. Tuttavia, è giunto il momento di trovare nuove forme che siano più vicine alla vita quotidiana degli operatori culturali. «Get Going!» rappresenta non solo un bel colpo di fortuna per noi, ma anche un formato innovativo. 

Joy: I mezzi di incentivazione sono solitamente legati alle produzioni. «Get Going!», invece, ha un’accezione più estesa ed è concepito, ad esempio, come sostegno al processo creativo. Specialmente per noi, tutto il lavoro preliminare a un nuovo progetto è molto importante. «Get Going!» rappresenta quindi un immenso sollievo. È come una nuova finestra che si apre all’orizzonte: una sensazione meravigliosa.

Interview: Rudolf Amstutz

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Nel 2018 la FONDATION SUISA ha iniziato ad assegnare nuovi contributi alla creazione. Con il progetto «Get Going!» vengono incentivati finanziariamente processi creativi e artistici che esorbitano dalle categorie convenzionali.